La settecentesca chiesa di Santa Maria del Suffragio è nota come il Purgatorio. Il prospetto principale è attraversato insistentemente dal tema della morte. Gli stipiti e l’architrave del portale d’ingresso sono popolati da teschi e tibie incrociate che sembrano sguardi sinistri dall’aldilà. Sui cartigli scolpiti sono impresse frasi in lingua latina che si immaginano proferite dai defunti scolpiti come hodie mihi cras tibi (oggi a me, domani a te!). Sui due battenti della porta in legno sono rappresentati due scheletri circondati da formelle che simboleggiano le classi sociali, ai gradi più alti le insegne aristocratiche ed ecclesiastiche ed in basso gli arnesi da lavoro delle classi umili. Una finestra a sinistra del portale di accesso consente di vedere in alcune teche i cosiddetti “morti in piedi” cioè mummie di confratelli del Purgatorio, con mozzetta nera bordata in rosso e con una fiamma. Per tradizione gli anziani del quartiere rivolgono loro un saluto, quasi in preghiera: ‹‹Buonasera a tutti voi. Siete stati come noi, noi saremo come voi. Buonasera a tutti voi››.

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