La chiesa di Santa Maria degli Amalfitani è l’unico edificio religioso nel tessuto urbano recante importanti tracce architettoniche e scultoree romaniche. Inoltre, la chiesa, dopo la conversione in stile barocco avvenuta nell’anno 1772, è stata interessata dall’opera di ripristino dell’originario romanico realizzata negli anni Trenta del secolo scorso, su iniziativa di Carlo Ceschi, in quegli anni nella funzione di Soprintendente ai Monumenti della Puglia. La cripta è preceduta da un sepolcreto e consta di due absidi, mentre i due pilastri centrali furono tardivamente inseriti. La tradizione vuole che la realizzazione dell’ambiente ipogeo sia dovuta all’iniziativa di alcuni mercanti amalfitani a devozione della Vergine Maria in seguito ad uno scampato naufragio.

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